Cornovaglia: il Castello di Tintagel e la leggenda di Re Artù

Friday 15 May 2020

In un punto scenograficamente bellissimo della Cornovaglia, sopra una penisola a forma di goccia e a picco sul mare come in ogni favola che si rispetti, si può vedere ciò che rimane di una fortezza del XIII secolo: il Castello di Tintagel. Qui storia e leggenda si incontrano in un luogo suggestivo e senza tempo. Gli amanti dei miti conoscono bene il nome di Tintagel, villaggio costiero legato alla leggenda di Re Artù, dei Cavalieri della Tavola Rotonda e del Mago Merlino.

vista panoramica su tintagel

Visitare il Castello di Tintagel

Dal villaggio parte un minuscolo sentiero che segue la scogliera e regala alla vista un meraviglioso panorama sull'Oceano Atlantico. È qui che verità e mito si incrociano. Nel XII secolo questo sito venne indicato da Goffredo di Monmouth come il luogo di nascita di Re Artù. Il famoso storico racconta che Uther Pendragon, mentre era in guerra con Gorlois (duca di Cornovaglia), voleva sedurre Ygraine (moglie del duca). Così convinse il Mago Merlino a trasformare le sue fattezze in quelle di Gorlois, riuscendo così a entrare nel letto della donna: da quella unione nacque il futuro Re Artù.

Forse è stata proprio questa leggenda a indurre Richard, conte di Cornovaglia, a erigere lì il suo castello alcuni decenni più tardi. La fortezza però ebbe vita breve, e appena un secolo dopo il suo completamento era già in fase di declino. Oggi le sue rovine affascinano gli occhi e l'immaginazione dei visitatori, complici anche le acque circostanti, che a causa dell'ardesia che compone il litorale assumono un acceso colore verde-turchese. Comunque Tintagel è stata citata da diversi scrittori di storie ispirate al ciclo Arturiano, come ad esempio Alfred Tennyson in “Idilli del Re”, Algernon Swinburne in “Tristram of Lyonesse”, e anche Thomas Hardy in “The Famous Tragedy of the Queen of Cornwall at Tintagel in Lyonnesse”.

Visitando Tintagel e la sua fortezza perduta l’immaginazione è fondamentale, specie quando sotto alle rovine si nota la grotta conosciuta con il nome di Merlin’s Cave. Infatti un'altra leggenda narra che in questa caverna abiterebbe ancora oggi Merlino, e si dice che l'antico mago tradisca la sua presenza con il rumore dei suoi passi e il suono della sua voce. Vedendo questo antro si è indecisi se rimanere con i piedi ben piantati nella storia, oppure se credere al mito e allungare le orecchie in cerca di una sua conferma. Dal castello la passeggiata prosegue verso il cimitero della chiesa Normanna del villaggio, dove si vedono delle pietre tombali ormai sprofondate per metà nella terra. Gli abitanti conoscono mille storie anche su questi reperti: si dice che siano le mute testimonianze di marinai scomparsi e delle loro vedove addolorate.

due persone che passeggiano

Il monastero, gli scavi e il ritrovamento della Pietra di Artù

Intorno agli anni '30 del secolo scorso furono condotti in loco degli importanti scavi archeologici, i quali avrebbero rivelato che nel punto in cui sorge il castello vi era un monastero piuttosto importante, oppure una fortezza con un insediamento commerciale, databili tra il V e VI secolo (il periodo durante il quale i Romani abbandonarono la Britannia). Sono stati rinvenuti tra l’altro dei vasi di origine mediterranea che probabilmente dovevano contenere vino e olio, segno che anche dopo la fuga degli invasori italici queste terre non erano commercialmente isolate dal resto d'Europa.

Ma quello che ha colpito di più è stato il ritrovamento nel castello della cosiddetta Pietra di Artognou (detta anche Pietra di Artù), avvenuto nel 1998. Si tratta di un frammento d'ardesia con due iscrizioni graffite, risalente al VI secolo, che è stato ricavato da un pezzo più grande e usato come copertura di un canale di raccolta delle acque piovane. Una delle parole incise sulla pietra era Artognou, e anche se la sua assonanza con il nome Artù ha riacceso la fantasia di molti, secondo gli studiosi però non vi sarebbe alcuna connessione con la vita e le gesta del leggendario re. Insomma il mistero continua...

statua di re artu' con vista su mare

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