Da Aberystwyth a Caernarfon: un viaggio nell’identità gallese

by Gianluca Vecchi & Giovy Malfiori
Wednesday 28 April 2021

Il Galles è una nazione che ha molte storie da raccontare e non disdegna di certo di farlo. Sia che si tratti del sud della nazione – dove troviamo città come Cardiff e Swansea – o del nord dove la natura regna sovrana, c’è sempre qualcosa da fare e da vedere. Cosa possiamo dirti, però, della parte centrale del paese? Il Mid-Wales è un luogo dove l’identità gallese è forte e orgogliosa. Quello che stai per leggere è un itinerario di viaggio da fare in Galles, partendo proprio dal Mid-Wales e puntando verso nord. Costeggiando, infatti, la Cardingan Bay troverai molti dei simboli dell’identità del paese e avrai l’opportunità di esplorare zone del Galles distanti dal turismo di massa e piene di spazi aperti da cui lasciarsi abbracciare. Fuggi dalla quotidianità per scoprire il Galles e la sua identità.

Aberystwyth, per gli amici Aber

A vederne scritto il nome, sembrerebbe che Aberystwyth sia una delle parole più difficili da pronunciare ma non è così. È semplicemente composta da due parole: Aber, che significa foce e Ystwyth, che è il nome del fiume che scorre proprio in città. Aberystwyth è chiamata da tutti semplicemente Aber: più facile, immediato e diretto. Tra tutte le aree urbane del Galles, Aberystwyth e Bangor sono le due città universitarie di cui si parla sempre meno. Un po’ a torto: Aber è proprio bella, a tratti elegante, culturalmente stimolante e molto viva. Sono molte le cose da fare e da vedere in città. 

Aberystwyth e le serie tv

Considerato il periodo che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo, possiamo dire che le serie tv e i film sono stati grandi stimoli per viaggiare, in primis, con la mente. Aberystwyth fa bella mostra di sé in due serie tv britanniche disponibili sulle più celebri piattaforme. La prima da citare è, senza dubbio, The Crown. Nella terza stagione della serie sulla vita della Regina e della Famiglia Reale vediamo comparire Carlo in età universitaria. Il primogenito di ogni sovrano di Inghilterra è nominato principe di Galles fin dal Medioevo e, per questo motivo, Carlo viene mandato a studiare ad Aberystwyth. L’idea era quella di farlo entrare in contatto con la cultura del Galles e la sua lingua. L’università della città da questo punto di vista è davvero il luogo giusto. La seconda serie tv che mostra Aber è Hinterland, un giallo dai toni molto oscuri ambientato proprio in città. L’identità gallese è fortemente marcata in uno dei personaggi che, a casa, parla solo gallese e non inglese.

Aberystwyth e la sua immagine vittoriana

Come molte città litoranee in Gran Bretagna, anche Aberystwyth ha vissuto un grande sviluppo in epoca vittoriana. Fu proprio in quegli anni che divenne un luogo di villeggiatura e lo si può ben vedere da alcuni elementi:

  • Il lungomare della città ha un aspetto proprio da città di epoca vittoriana: le case, i palazzi e gli hotel che sorsero in quel periodo fanno ancora bella mostra di sé. La Victorian promenade – o semplicemente The Prom – è proprio il simbolo di questo periodo e del passato non troppo lontano di questa città. Va detto, inoltre, che il molo della città è uno dei più storici di tutto il Galles.
  • L’aspetto vittoriano di Aberystwyth si può ben ammirare anche da quello che viene considerato il miglior punto di osservazione della città: il castello di Aberystwyth, che si trova proprio sopra la città e che può essere tranquillamente raggiunto a piedi, camminando tra case vittoriane di ogni colore. Il castello risale al XIII Secolo, periodo in cui vennero costruite molto roccaforti inglesi per controllare la popolazione gallese appena assoggettata.

 

Aberystwth e l’identità linguistica gallese

Come ti raccontavamo parlando di serie tv, l’identità nazionale gallese passa da Aberystwyth e si manifesta sottoforma di orgoglio nello studiare il gallese e parlare questo idioma così interessante. Il gallese è considerato la madre delle lingue celtiche ed è sicuramente la più usata. In Galles, moltissimi parlano la lingua nazionale proprio quotidianamente. Città come Camarthen, Aber stessa e Bangor nel nord del paese sono i posti giusti per rendersi conto di quanto il Gallese sia diffuso.

Aberystwyth è particolarmente importante per la lingua gallese perché è sede della National Library of Wales, la vera e propria “casa” dei libri scritti e stampati in gallese, fin dai tempi antichi. La National Library of Wales è aperta dal 1911 ed è ovviamente una delle tante cose fa vedere ad Aberystwyth, non appena si potrà tornare a viaggiare. Al suo interno si trovano circa sei milioni e mezzo di volumi, tra libri e pubblicazioni di ogni genere. Tra questi c’è una collezione molto importante di manoscritti in gallese. Questo luogo è un vero e proprio monumento alla cultura, in generale, e alla forte identità gallese.

Barmouth: effetto wow garantito 

Viaggiando lungo la Cardigan Bay, puntanto verso nord, la seconda tappa di un itinerario gallese potrebbe portarti diretto a Barmouth che, in gallese, si chiama Abermaw. Si legge abermau, per la W in gallese è una vocale pari alla U. Aber, questo prefisso che torna. Come mai? Semplice: Barmouth si trova sulla foce del fiume Mawddach, in uno dei luoghi più scenografici di tutto il Galles. Siamo nella contea del Gwynedd, dove le montagne della Snowdonia fanno fa scenografia a molte località di mare. Il Barmouth Bridge garantisce l’accesso in città per chi viaggia in treno, mentre chi arriverà in auto dovrà circumnavigare la foce del fiume. Il paesaggio è garantito in entrambi i modi di approdo a Barmouth ma, arrivare in treno, ha davvero i suoi vantaggi a livello di meraviglia percepita. Se il tuo arrivo coinciderà anche con la bassa marea, il risultato sarà ancora più sorprendente. Barmouth è il posto giusto per fuggire dalla quotidianità e ritrovare respiro, conoscendo il Mid Wales al suo meglio.

Harlech: tra storia e cori

Lasciando Barmouth e puntando sempre a nord, non ti sarà difficile raggiungere la piccola città di Harlech. Si trova adagiata su quella che è chiamata la Tremadog Bay e, proprio come Aberystwyth ma più in piccolo, divenne una località balnerare ai tempi della Regina Vittoria, acquisendo la classica immagina dell’epoca. Harlech è molto conosciuta anche per il suo imponente castello che sovrasta la baia. Il Castello di Harlech fa parte di quello che viene chiamato Iron Ring: una sorta di anello di fortificazioni volute da Edoardo I Plantageneto. Nello specifico, il castello di Harlech è stato costruito tra il 1283 e il 1290 e viene chiamato, da parte inglese, il castello delle cause perse. Dalla parte dei gallesi è soprannominato “Mighty Harlech”, ovvero il potente Harlech perché è stato più volte attaccato ed espugnato dai gallesi. Una piccola curiosità per gli italiani: fu un architetto italiano a progettarlo. Si chiamava Giacomo del Balzo ed era un nobile che veniva da Taranto. A livello di identità gallese, il castello di Harlech viene citato in un poema epico gallese chiamato Mabinogion e, nella realtà, vide combattere l’eroe nazionale Owain Glyndŵr. Last but not least, Harlech vanta anche in epoca moderna un forte legame con l’identità gallese. I cori maschili, infatti, sono uno dei simboli nazionali gallesi: si formarono in epoche recenti, soprattutto tra le comunità di minatori. Il coro di Harlech è molto famoso, soprattutto per l’esecuzione della famosa Gŵyr Harlech – ovvero Men of Harlech- un brano tipico della tradizone gallese.

Beggelert: la Snowdonia e il mito di Re Artù

Alle spalle di questa parte di costa del Galles, dicevamo, si trovano i monti della Snowdonia, regione che sembra avere il nome di un regno da romanzo fantasy ma che prende il nome dal monte Snowdon, la vetta più alta del Galles. La Snowdonia è un vero e proprio paradiso per gli amanti del trekking a tutti i livelli: fu proprio Sir Edmund Hillary a rendere famoso questo monte perché lo usò come terreno di allenamento prima di partire per la spedizione che lo portò in vetta all’Everest. Salire sullo Snowdon a piedi prende circa tre ore di tempo e i percorsi non sono davvero troppo difficili. Uno dei sentieri parte dal paese di Beggelert, uno dei gateway della Snowdonia assieme a Llanberis. Questo paese all’interno dello Snowdonia National Park ha qualcosa da offrire a chiunque: gli amanti della tranquillità possono prendere un buon traditional afternoon tea con vista fiume e boschi mentre gli amanti delle attività outdoor avranno davvero pane per i propri denti. La zona in cui ti trovi ora è molto celebre anche tra gli appassionati di Re Artù. Artù, al secolo Arth Fawr (ovvero Arth il grande), fu concepito in Cornovaglia ma è gallese a tutti gli effetti. Suo padre, Uter Pendragon era gallese e la leggenda di Re Artù venne trascritta da un monaco gallese, Goffredo da Monmouth. La Snowdonia è completamente avvolta dalla leggenda di Re Artù. Quando salirai sul monte Snowdon, non dimenticarti che, sotto i tuoi piedi, vive un gigante sconfitto proprio da Re Artù. Si dice, poi, che proprio in uno degli scintillanti laghetti dello Snowdonia National Park il grande e mitico re abbia gettato la sua famosa Excalibur. Sarà così?

Caernarfon: la città del Principe di Galles

Scendendo dal monte Snowdon, procedi dritto fino alla graziosa market town di Caernarfon, il luogo in cui si trova uno dei castelli più belli di tutta la Gran Bretagna. Caernafon si trova affacciata sul Menai Strait, in uno dei punti in cui questo braccio di mare che divide il Galles dall’Isola di Anglesey è più stretto. Già ai tempi in cui i Romani occuparono la Gran Bretagna, Caernarfon vantava un insediamento umano ben organizzato e attivo. I Romani costruirono qui Segontium, ovvero un forte che permise alle legioni di stanziare in zona, prima di partire alla conquista dell’Isola di Anglesey. Le fondamenta del forte sono ancora visibili a pochi passi dal centro città. La vera e propria stella di Caernarfon è, però, il castello costruito sempre da Edoardo I Plantageneto e considerato, ancora oggi, il vero e proprio castello del Principe di Galles. Se il castello di Harlech mostra tutto il suo atteggiamento di “sentinella militare”, quello di Caernarfon è molto diverso perché pensato proprio per essere sia uno strumento di controllo e difesa, che un posto dove vivere. Si dice che la struttura del castello e delle mura cittadine ricalchi quella delle mura di Aigues Mortes, in Camargue. Edoardo I, infatti, si fermò lì tornando dalle Crociate e dicono che chiese un castello simile. Oltre a questo, il nucleo centrale del castello è un omaggio alla moglie di Edoardo I. Eleonora di Castiglia. La parte residenziale del castello di Caernarfon, infatti, ha tre torri come il castello dello stemma araldico della Castiglia. Nel cortile del castello, nel 1969, Carlo d’Inghilterra venne incoronato Principe di Galles da Elisabetta II. Dopo il matrimonio della Regina, la sua incoronazione, quella di Carlo fu uno dei grandi eventi della Famiglia Reale seguito da tutti in diretta tv.

Cosa mangiare lungo il percorso

La gastronomia gallese è sempre pronta a confortare qualsiasi viaggiatore intento a conoscere il Galles. Sono molte le pietanze locali che differenziano il Galles dall’Inghilterra e dalla Scozia. Molte di esse, per non dire tutte, sono di forte origine popolare e si trovano ancora oggi nei menù degli stand dei mercati coperti, dei pub e di molti ristoranti. Da provare assolutamente:

  • Il Cawl: si pronuncia caul ed è una zuppa di verdura, a volte con qualche pezzo di carne, da gustare calda, magari dopo una giornata in giro.
  • Welsh Rarebit: ecco qualcosa di speciale da ordinare, magari per pranzo, per mangiare qualcosa di economico ma estremamente gustoso e buono. Si tratta di pane e formaggio fuso, nulla di più semplice. Ma nulla di più gallese e gustoso.
  • Bara Brith e Welsh Cake: ecco con che cosa accompagnare un buon tè preso osservando il meraviglioso paesaggio gallese. Bara Brith è un pane dolce tipico del galles, impastato con frutta secca e gustato a fette imburrate. Le Welsh Cake sono delle tortine che, in Galles, sostituiscono le scone. Anch’esse sono gustate col tè e magari con un po’ di burro e marmellata.

Al tuo arrivo a Caernarfon non puoi non gustare il pesce pescato nel Menai Strait. In città troverai uno dei pub più vecchi del Galles: si chiama The Black Boy Inn. Venne aperto nel XVI Secolo da uno dei primi uomini di colore arrivato in Galles. Ecco il perché del suo nome. Il pub ha un ristorante davvero degno di nota, dove gustare anche l’aragosta. Tieni d’occhio la lavagna all’ingresso.

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Gianluca Vecchi & Giovy Malfiori

Consulenti di Web Marketing e Comunicazione per lavoro, Blogger innamorati della Gran Bretagna per passione.

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